IL MIO APPROCCIO
Il mio approccio alla psicoterapia
Il mio approccio terapeutico è cognitivo-costruttivista e relazionale: il mio obiettivo è aiutarti a comprendere meglio te stesso, per trasformare ciò che oggi ti limita e costruire una vita più coerente con ciò che desideri davvero
In terapia, esploriamo insieme i significati che organizzano la tua esperienza, per promuovere cambiamenti consapevoli e sostenibili.




La terapia cognitivo costruttivista relazionale
Questa maggiore consapevolezza può diventare il punto di partenza per modificare quegli aspetti di pensiero e di comportamento che oggi ti fanno soffrire o ti fanno sentire bloccato, aprendo la possibilità di un cambiamento più autentico e personale.

Come avviene il cambiamento?
Il primo passo verso il cambiamento è la consapevolezza di sé e del proprio funzionamento. In terapia, questo processo passa attraverso la ricostruzione della propria storia e la comprensione di come si sono sviluppati gli schemi mentali, emotivi e comportamentali che oggi influenzano la quotidianità.
Il lavoro sul passato è importante perché aiuta a dare senso alla propria esperienza, ma è soprattutto nel presente che il cambiamento prende forma: osservando da vicino ciò che accade oggi, diventa possibile esplorare il proprio modo di stare nel mondo, di entrare in relazione con gli altri e di interpretare la realtà. Da questa comprensione possono nascere nuove possibilità di scelta, di benessere e di trasformazione.

La relazione terapeuta-paziente
In questo incontro, terapeuta e paziente lavorano insieme: la persona porta la propria storia, i propri vissuti e le proprie difficoltà, mentre il terapeuta offre ascolto, competenza, strumenti e orientamento.
È da questa collaborazione che può nascere un percorso capace di favorire maggiore consapevolezza, benessere e libertà personale.

E i sintomi?
Nel mio approccio, i sintomi non sono segni di qualcosa di “rotto” o di “sbagliato”, ma porte d’accesso al mondo interno della persona.
Sono segnali che mente e corpo inviano per indicare che qualcosa, dentro di noi, chiede attenzione, ascolto e comprensione.
Per questo, il lavoro sul sintomo ha una duplice direzione: da un lato, aiutare la persona a sviluppare strategie efficaci per gestire ciò che sta vivendo, come ansia, pensieri intrusivi, irritabilità o bassa autostima, individuando gli strumenti più adatti al suo funzionamento.
Dall’altro, esplorare insieme il significato del sintomo, ciò che comunica e segnala, per favorire una più profonda comprensione di sé e dei propri processi interni

Perché è così importante la consapevolezza di sé?
Te lo spiego con un esempio. Immagina due bicchieri: uno di gomma e uno di vetro.
Se un martello li colpisce, il primo si piega ma non si rompe, mentre il secondo può frantumarsi in mille pezzi. Il martello rappresenta un evento esterno potenzialmente traumatico, ma ciò che fa davvero la differenza è la struttura del bicchiere.
Allo stesso modo, a parità di evento, ognuno di noi può reagire in modo diverso in base al proprio funzionamento interno.
Ecco perché è così importante conoscersi a fondo e diventare consapevoli di sé: se non possiamo controllare ciò che accade fuori di noi, possiamo però lavorare sulla nostra struttura interna, riconoscere le nostre risorse e sviluppare strumenti più efficaci per affrontare le difficoltà.
Inizia il tuo percorso di consapevolezza
Il primo passo è sempre il più importante.